Conferenza stampa: in Bangladesh sono morte 173 persone o si è trattato di un omicidio di massa?
Volete conoscere l'Islam?
In Italia è in atto da tempo una campagna diffamatoria, portata avanti da molte Amministrazioni, nei confronti degli islamici. Allo stesso tempo molti mass media, con la loro linea editoriale, favoriscono l'odio verso i musulmani. Il quotidiano Libero
ne è solo l'esempio più eclatante. Riteniamo quindi sempre più
necessario che si diffonda una corretta informazione nei riguardi della
religione musulmana. Per questo invitiamo tutti i cittadini - e in particolare coloro che lavorano nel mondo dell'informazione - all'Iftar pubblico che si svolgerà a Roma il 13 agosto alle ore 20.00 in Piazza San Marco.Associazione Dhuumcatu
0644361830 / 3398127020
dhuumcatu@yahoo.it
IFTAR PUBBLICA A PIAZZA VENEZIA 13 Agosto 2011 ore 20.00
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| Fotografia di Fabio Del Piano (http://www.fabiodelpiano.com) |
Chiedono il riconoscimento dei matrimoni islamici, chiedono che vengano riconosciute le loro festività, un cimitero loro ed anche il saldo e il rimborso delle bollette d’acqua e luce per i luoghi di culto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma perché???? Per rispondere a queste domande l’Associazione Dhuumcatu organizzerà con altre associazioni e centri culturali musulmani una giornata di fratellanza e convivenza con le altre religioni così come ci insegna l’Islam e in quest’occasione si risponderà a tutte queste calunnie che i mass-media diffondono sull'Islam e sulle seconde generazioni che cercano contatto con la cultura d'origine.
Invitiamo tutti il 13/08/2011 a partecipare a questa giornata di fratellanza dove le seconde generazioni e le donne gestiranno la piazza e i minori guideranno la preghiera. Per questo evento gli uomini si cimenteranno nella preparazione dell’Iftar che sarà aperto a tutti.
L’Iftar sarà distribuito a tutti coloro che saranno presenti, che siano musulmani osservanti o meno; così come ai fedeli di altre religioni ed esso rappresenterà un ponte di convivenza e fratellanza.
In quest’occasione nel centro di Roma denunceremo la mancata presenza delle istituzioni nei confronti delle richieste dei musulmani.
In particolare questa mancanza è rivolta nei confronti delle seconde generazioni dove per anni i minori dopo la fine dell’anno scolastico e la chiusura delle scuole partecipano d’estate a diversi corsi di madre-lingua, cultura, tradizioni e religione.
Corsi che l’amministrazione locale non si è mai interessata ad avviare e dimostrando così un'indifferenza totale nei confronti dei suoi cittadini.
E per lavarsi le mani dalla responsabilità politica le amministrazioni locali e nazionali fanno falsa propaganda contro queste sale di preghiera.
Dal momento che queste sale di preghiera sono un punto di ritrovo, di educazione,di integrazione. Riteniamo che le spese di queste sale di preghiera debbano essere sostenute dal Comune, Provincia, Regione, etc...
Noi dell' Associazione Dhuumcatu sosteniamo incondizionatamente le loro richieste e le appoggiamo in qualsiasi evenienza.
Con ciò invitiamo tutti a divulgare questo comunicato e ad essere presenti in piazza nella "Giornata della Fratellanza".
L'invito è rivolto anche al nostro Sindaco, al Presidente della Provincia e al Presidente della Regione e che ci onorino con la loro presenza in piazza salutando i loro futuri e attuali cittadini.
Islamici terroristi o terrorizzati?
Presidio Domenica 10 Aprile 2011
Un neonato immigrato è sparito da Roma
| Conferenza Stampa Via Bixio 12, 00185 Roma 4 Febbraio 2011 ore 12.00 Un neonato immigrato è sparito da Roma L’Associazione Dhuumcatu vuole denunciare il menefreghismo delle istituzioni verso gli immigrati. In data 11-01-2011 è nato un bambino immigrato con la pelle di colore “NERO”. Successivamente il padre richiede alla Questura di Roma un permesso di soggiorno per motivi di salute sia per la mamma, per il bambino appena nato, e per sé stesso. La Questura di Roma non accetta il certificato rilasciato dall’ospedale che attesta la nascita del bambino insieme alla paternità e maternità dei genitori. Secondo la Questura di Roma per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno serve un certificato del Comune di Roma. In data 01-02-2011 il padre si reca presso il Comune di Roma con testimoni, ma allo sportello si rifiutano di registrare il bambino perché il padre è privo del permesso di soggiorno. Alle insistenze del padre, il funzionario risponde che la nascita del bambino non è stata registrata dall’ospedale. In data 02-02-2011 il disperato padre domanda all’ospedale Sandro Pertini per quale ragione non è stata registrata la nascita del suo bambino. L’operatore immediatamente si mette in contatto con il Comune, ma di quello che si sono detti al telefono il padre non è riuscito a sentire né a capire; gli è stato solo chiesto oralmente di ripresentarsi. La nostra domanda alla Questura di Roma: perché lo sportello non può rilasciare un permesso di soggiorno ai genitori dal momento in cui erano presenti davanti allo sportello il padre, la madre e il neonato ? al Comune: come mai non esiste il registro delle nascite del bambino ? all’ospedale: perché c’è stato questo disguido ? ai cittadini italiani: vi interessa sapere dove e come sta adesso questo bambino? alla magistratura: perché non aprite un indagine? siete tutti militanti della Lega Nord o impiegati pubblici? Durante la conferenza stampa vi racconteremo un’altra vicenda simile avvenuta nel Municipio VIII: non è stata registrata la residenza di un bambino immigrato pur essendo in possesso di permesso di soggiono. Alla conferenza stampa saranno presenti i genitori dei bambini coinvolti. Siete vivamente pregati di partecipare alla conferenza stampa, per ripagare la buona fede del padre, che continua ad avere fiducia nei giornalisti, nella stampa, nella TV, e in tutti gli organi che vogliono tutelare i diritti dei bambini senza discriminazione in base al colore della pelle. Info: 0644361830/3398127020 – dhuumcatu@yahoo.it |
Berlusconi è un traditore - Conferenza stampa
Berlusconi è un traditoreConferenza Stampa
Piazza Della Repubblica
Roma
Lunedì 31 Gennaio 2011
ore 18.00
Da qualche tempo i cittadini egiziani sono in rivolta contro Mubarak e hanno iniziato a manifestare contro il regime per avere una vera democrazia, un vero riconoscimento dei diritti sia dei lavoratori, e più in generale per il riconoscimento dei diritti umani. L’amico di Berlusconi ha dato mandato di sparare contro i manifestanti e al momento si contano più di 200 morti, tra cui donne e bambini. Auspichiamo che i cittadini egiziani in rivolta vadano fino al fondo per riconquistare i diritti fondamentali, e noi come Associazione Dhuumcatu siamo incondizionatamente al fianco dei cittadini egiziani, e particolarmente ci stringiamo attorno agli immigrati di nazionalità egiziana che vivono e lavorano in Italia.
Contestualmente invitiamo il mondo internazionale a rompere i rapporti con Berlusconi, perché lo consideriamo un traditore: adesso che il suo amico Mubarak è in difficoltà lui non interviene, mentre per la vicenda Ruby è intervenuto solo per avere come riconoscenza un prestazione fisica e null’altro.
Viva la lotta del popolo d’Egitto!
Ma stiamo attenti: Berlusconi potrebbe strumentalizzare la lotta degli immigrati egiziani che lavorano in Italia facendoli passare per terroristi.
Info: 3398127020 / 0644361830 / dhuumcatu@yahoo.it
Per i tempi della politica: a Tor Cervara animali e coltivazione sotto sequestro, due i fermi
700 persone per strada. Tra loro anche Babul, il marito di Mary Begum
Conferenza StampaMartedì 15 Settembre ‘09
Ore 10.00, Piazza della Repubblica
Dopo lo sgombero di v.le Regina Elena e di via Salaria 971 dormono per strada circa 700 persone, insieme a Babul, il marito di Mary Begum, che martedì brucerà pubblicamente l’ultimo ricordo della sua famiglia.
Gli stabili di v.le Regina Elena e di via Salaria sono stati sgomberati con uno sproporzionato dispiego di forze. Nelle strutture abitavano in tutto quasi mille persone, cittadini stranieri, di cui molti richiedenti asilo, e italiani sotto sfratto, privi di qualsiasi forma di assistenza. Circa 700 persone in poco piu’ di una settimana dormono ora per strada.
Tra loro c’è Babul, il marito di Mary Begum, la donna bangladese morta con il figlio Hasib di 11 anni nel tragico rogo di Via Buonarroti nel gennaio 2007. Dopo essere stato sfrattato da una cosiddetta associazione caritatevole, il marito di Mary viene nuovamente deprivato del diritto alla casa. Babul ha già perso tutto, gli rimangono solo quei pochi ricordi sopravvissuti all’incendio e ai tanti sgomberi. Dopo lo sgombero, Babul ha deciso di bruciare gli ultimi ricordi rimasti, sarà volutamente un atto pubblico che avrà luogo il prossimo 15 settembre, alle ore 10.00 a Piazza della Repubblica.
Le associazioni anti-razziste sosteranno questa iniziativa, invitando ad una conferenza stampa i mezzi d’informazione, i giornali e le televisioni, per discutere del:
1. Mancato intervento delle istituzioni per fronteggiare l’emergenza abitativa
2. La futura destinazione dello stabile di Via Salaria e la durata della permanenza delle famiglie nei centri di accoglienza
3. Una dignitosa sistemazione per il marito di Mary Begum e per suo figlio
4. Rifiuto delle autorizzazioni per lo svolgimento della IX edizione della preghiera musulmana nei giardini di piazza Vittorio e Villa De Santis a Roma
5. Impossibilità per 700 mila immigrati di presentare la domanda di sanatoria, che è solo per colf e badanti
Le più alte cariche dello Stato, in questi giorni hanno lungamente parlato delle Diversità e del contrasto alla xenofobia, che dovrebbero essere un dovere per coloro che ricoprono incarichi pubblici. Il Comune non solo risponde a questo appello sgomberando lo stabile di Regina Elena e dopo Via Salaria, ma arriva a negare la possibilità per la comunità islamica di Roma di potersi ritrovare in occasione della preghiera per la fine del Ramadan, evento religioso che si tiene in città da diversi anni.
E’ forse questo il rispetto delle diversità di cui parlavano le alte cariche dello Stato?
RAID RAZZISTA A VILLA GORDIANI.
Roma, 23 maggio 2009
Questa notte, intorno alle due del mattino, una ventina di 20 fascisti armati di mazze e bastoni hanno compiuto in pieno stile squadrista una violenta aggressione contro 4 giovani della comunità del bangladesh intenti a terminare l’allestimento degli spazi per il festeggiamento del capodanno Bangla concessi dal Municipio VI all'interno di Villa Gordiani.
Un giovane è stato ferito ed ora è in ospedale; stand e gazebo completamente distrutti. Mentre gli altri 3 ragazzi scampati all'aggressione sono presso il commissariato Tor Pignattara per formalizzare la denuncia dei fatti.
Nel mentre chiediamo un supporto legale, ci domandiamo, come mai tanto accanimento contro la festività della comunità bengalese?
Nei giorni precedenti come comunità nazionale e associazione dhuumcatu abbiamo denunciato i ripetuti ostracismi da parte del Campidoglio e del Municipio VI atti ad impedirci i nosti festeggiamenti.
Come sempre volevamo organizzare la nostra festività al parco di Centocelle (presso via Casilina).
Ma,di fronte ai vari divieti ed in assenza di una soluzione alternativa ci siamo visti costretti a fare un presidio all'interno di questo parco da cui siamo stati subito scacciati dalla forza pubblica prontamente allertata da una ordinanza del municipio.
Alla fine Comune e Municipio VI ci hanno concesso di organizzare il capodanno a Villa Gordiani, luogo che abbiamo sempre rifiutato proprio perchè a rischio. Ed infatti, stanotte abbiamo ricevuto la spiacevole visita.
A chi volesse far passare il raid di questa notte come un'azione di un gruppetto di "bulli", rispondiamo che essa è di matrice razzista ed anche istituzionale. Infatti, mentre da destra a sinistra, in Comune e nei Municipi si dà seguito nel territorio alle politiche nazionali in fatto di inSicurezza atte a criminalizzare e rendere invisibili i lavoratori e le lavoratrici immigrate, la stessa politica razzista leggittima ed espone alla bisogna i cittadini immigrati alle sue "ronde" extralegali.
Con l'azione di questa notte non si è voluto semplicemente compiere un atto razzista nei confronti di un immigrato isolato. Si è voluto colpire, invece, una comunità organizzata che vuole manifestare con il suo orgoglio e la sua dignità il proprio diritto ad esprimere la sua identità e la sua volontà di non avere paura.
Invitiamo, quindi, tutti i giovani, le donne, i precari e lavoratori, chi lotta per la casa e per il diritto allo studio, i cittadini di qualsiasi nazionalità e religione a partecipare alla nostra festa che si terrà comunque dal 23 al 31 maggio per condividere comunanza, solidarietà e una socialità al di fuori delle barriere con cui vogliono dividerci e per dire tutti insieme che noi non abbiamo paura.

Viva il capodanno bangla - 1416
Il Comune di Roma vende a 20 mila euro Villa Gordiani per il Capodanno Bangla -1416
CONFERENZA STAMPAGiovedì 21 Maggio 2009 Ore 11.00 in via Casilina 706 a Roma
DENUNCIA
Le comunità promotrici per rispetto del verde e dell’ambiente preferiscono la denuncia penale dell’amministrazioni prima della festa anziché essere denunciati politicamente e socialmente dai cittadini Italiani dopo la festa.
Il Capodanno Bangla 1416 ormai è diventato “Caput-anno Bangla-1416”. La vicenda, purtroppo, sta assumendo toni grotteschi. Comune di Roma e Municipio VI si rimpallano da giorni, irresponsabilmente, le autorizzazioni necessarie allo svolgimento della festa. L’organizzazione aveva chiesto, sin dal primo istante, che fosse concesso l’uso del Parco Centocelle, area ritenuta idonea ad ospitare la manifestazione. Dinnanzi al l diniego del Parco Centocelle, il Comune ha ripiegato, in un primo momento, su Villa De Santis. Abbiamo espresso le nostre perplessità su questa soluzione a causa dell’impatto ambientale della festa: la scorsa edizione dell’evento ha ospitato oltre 50 mila presenze. Ob torto collo, abbiamo accettato Villa De Santis come luogo di svolgimento del Capodanno e posticipato la manifestazione alla settimana successiva. In data 14 maggio l’ennesimo colpo di scena, il Comune ci comunica telefonicamente l’intenzione di non autorizzare la manifestazione a Villa De Santis a causa dell’informale disaccordo del Municipio VI alla concessione dell’area. Sabato 15 maggio la vicenda si complica ulteriormente, con comunicazione scritta, il Comune di Roma smentisce se stesso, negando Villa De Santis, e proponendo Villa Gordiani, a patto che la richiesta venga formalizzata entro il 20-05-2009 e dietro il salato pagamento di un’ assicurazione di euro 20.000. Premesso che abbiamo pagato già due volte la documentazione tecnica sia per Parco Centocelle sia per Villa De Santis, pur essendo disponibili a sostenere ulteriori spese, ci chiediamo quanti balzelli saremo costretti a sostenere per l’organizzazione della festa? A quanto ammonta il prezzo da sostenere per il riconoscimento della cultura d’origine? Quale tecnico entro 3 giorni emette una relazione per il giardino, per gli stand e per l’impianto acustico? Comune e Municipio forse dimenticano che la procedura per l’ottenimento di permessi necessita di 60 giorni?
E’ evidente che si tratta di un sotterfugio, l’ennesima trappola amministrativa che culminerà con il sequestro degli allestimenti. C’è, poi, la seconda furbesca imboscata che l’amministrazione vuole orchestrare ai danni dei migranti. Villa Gordiani, come sanno bene gli Onorevoli Alemanno e Palmieri entrambi in gioventù esponenti del movimento ambientalista, è il polmone verde di quel pezzo di città, per questo motivo l’Associazione ha deciso nel 2003 che l’area non sarebbe stata più utilizzata per ospitare i festeggiamenti del nobo borsho.
Tale atteggiamento da parte dell’amministrazione, diviene ancor meno comprensibile dinnanzi alla scelte operata dagli enti locali degli altri paesi europei in cui viene organizzato il Boishakhi Mela. Mentre in Italia, Comune di Roma e Municipio cercano con ogni mezzo di ostacolare lo svolgimento della festa, in Inghilterra non solo gli enti locali sono partner istituzionali della festa, ma la ritengono un’importante attrazione turista per la città.
Che cosa accadrebbe se svolgessimo la festa dentro Villa Gordiani? Abbiamo fatto alcuni rudimentali calcoli: dal 23 al 31 Maggio '09, nell'arco di 9 giorni, parteciperanno 60 mila persone, ovvero il parco sarà attraversato da 120 mila passi. Se 120 mila piedi percorrono nel giardino un tragitto di soli 500 mt, ogni metro quadro sarà calpestato da 1000 piedi. In totale, possiamo prevedere 120.000.000 di passi dentro l’area verde. Se I'estensione del giardino sarà al massimo 200x200 mt, in totale 40.000 mq, suddividendo per 120.000.000, si avrà come risultato che ogni metro quadro di verde sarà calpestato da 3 mila piedi. La domanda ai nostri rappresentanti così attenti alla natura è doverosa: se un metro quadro verrà calpestato da 3 mila piedi, che cosa rimarrà dell'erba?
Ringraziandovi anticipatamente per il vostro sostegno, invitiamo, in Via Casilina 706 alle ore 11.00 in data 21 Maggio 2009, i diversi organi di stampa, TV, le associazione antirazziste e le forze politiche ed i rappresentanti istituzionali che difendono il verde ed i diritti della popolazione immigrata.
Info: Siddique Nure Alam detto Bachcu, 0644361830, 3398127020
X Edizione del Capodanno Bangla 1416, divieti alla “non italianità”: Il Comune di Roma cancella il dialogo interculturale nella città
Il Capodanno Bangla è una ricorrenza di un calendario antico; da anni le comunità di Bangladesh, India, Pakistan, Nepal, Sri Lanka, Cina e di altre nazionalità, organizzano insieme questo evento, a cui hanno preso parte migliaia di cittadini romani. Si tratta di una festa che ha un duplice obiettivo: da una parte, insegnare ai bambini, figli di migranti, la cultura tradizionale del paese di provenienza dei propri genitori, dall’altra, far conoscere la ricchezza della cultura sud asiatica alla società italiana.
Questo anno è in preparazione la X Edizione che si svolgerà dal 17 fino al 24 Maggio ’09, con un mese di ritardo a causa del diniego del Comune all’utilizzo dell’area individuata per la festa. La macchina organizzativa è in moto già da tempo: gli artisti locali sono impegnati nelle prove di canto e nelle danze tradizionali, gli ospiti internazionali sono giunti o in procinto di partire per l’Italia. La X Edizione prevede nel calendario delle iniziative momenti di riflessione e dibattito: il 20 maggio sarà dedicato al razzismo, il 23 maggio alle seconde generazioni e il 24 maggio, in chiusura, la festa ospiterà l’assemblea regionale dei migranti.
Il Comune di Roma, però, pur avendo ricevuto sin dal mese di Gennaio la richiesta di concessione del suolo pubblico del Parco Centocelle a Roma, sta cercando di non far festeggiare questa ricorrenza in quanto la festa non è Italiana. Evidentemente per i migranti Roma non deve essere “Città Natale”. Cosa direbbe il nostro Sindaco se a New York venisse vietata una festa della comunità italo-americana?
Al momento inaugurale abbiamo invitato i rappresentanti delle amministrazioni locali a partecipare, in particolare i Presidenti di Regione e Provincia e anche il Sindaco di Roma, pur sapendo che quest’ultimo, chiaramente contrario allo svolgimento dei festeggiamenti, forse non parteciperà.
Le istituzioni dovrebbero, però, ricordarsi di essere di tutti i cittadini, stranieri e non, riteniamo davvero inaccettabile che il Comune cerchi di ostacolare un evento atteso e voluto da migliaia di persone.
Abbiamo, inoltre, esortato il Prefetto di Roma ad intervenire per riesaminare un diniego che è la conseguenza dell’indirizzo politico del Comune. Le scuse in realtà non sono nuove: ufficialmente ci è stato comunicato che il parco è chiuso, tuttavia non è la prima volta che questo avvenimento si verifica. Anche nei due anni precedenti il cancello era chiuso, ma il Prefetto è intervenuto per darci le chiavi, che dopo la festa abbiamo puntualmente restituito. Ci preme ricordare che la manifestazione si è svolta senza alcun problema né di ordine pubblico né di pulizia del giardino.
Il rifiuto dei festeggiamenti da parte del Comune di Roma significa voler provocare disordine pubblico. Il luogo di svolgimento dipenderà dalla risposta del Prefetto, ancora non pervenuta nonostante siamo a ridosso dei festeggiamenti, che si preannunciano con il rischio di momenti di tensione provocati dall’atteggiamento irresponsabile del Comune di Roma. In risposta alla nostra richiesta, la Questura di Roma ha autorizzato i festeggiamenti del Capodanno Bangla-1416 a Villa De Santis. Ringraziamo il Questore per l’autorizzazione concessaci, ma chiediamo ancora una volta al Prefetto di intervenire presso il Comune di Roma per concedere l’uso del Parco Centocelle, più idoneo perché è un’area lontana dalle abitazioni. Il permesso del Questore allo svolgimento della festa presso Villa De Santis non garantisce, tuttavia, l’uso del suolo pubblico. Se il Comune di Roma non dovesse concederci l’uso del Parco Centocelle, faremo la festa a Villa De Santis, cosa farà il Comune durante l’allestimento della festa? Ci auguriamo che, sotto campagna elettorale, non si voglia strumentalizzare politicamente quest’evento, impedendo la Festa sia al Parco di Centocelle che a Villa de Santis.
Chiediamo alle associazione antirazzista, agli amministratori locali, alla Stampa e alle TV di intervenire alla conferenza stampa per sentire le testimonianze dei cittadini migranti dei diversi paesi coinvolti nell’organizzazione e capire l’importanza dell’evento, nonché di tenersi pronti ad intervenire presso il Parco per documentare la discriminazione del Comune di Roma.
Merc 6 Maggio ‘09
Ore 12.00, via Bixio 12, Roma
Presso Associazione Dhuumcatu
Prove di intolleranza religiosa: due tentativi di sgombero a P.za Vittorio per Durga Puja
Prove di intolleranza religiosa:
due tentativi di sgombero a P.za Vittorio per Durga Puja
“Prove di intolleranza religiosa” è il triste titolo della conferenza stampa, indetta dalle comunità induiste di India, Bangladesh e Pakistan, per oggi 7 Ottobre ’08, ore 19.00, nei Giardini di P.za Vittorio a Roma, dinanzi all’incomprensibile accanimento dell’amministrazione e delle istituzioni locali a perseguire la via della violazione dei diritti alla libertà di culto, vietando le celebrazioni del festival Durga Puja.
Due i tentativi di sgombero, bloccati dalle comunità immigrate presenti.
Invitiamo i diversi organi di stampa a venire a documentare cosa significa far parte di una minoranza religiosa in un paese, oramai sulla deriva dell’intolleranza non solo etnica, ora anche religiosa.
Invitiamo i cittadini che vogliano sostenere lo svolgimento dei festeggiamenti a raggiungerci al più presto possibile.
Info: 0644361830, 3398127020, 3291695104
Sarà peccato sgomberare la dea durga?
“Questo ufficio ha già concesso il proprio nulla osta per l’utilizzo dei Giardini “Nicola Calipari” per lo svolgimento delle preghiere del Ramadan nei giorni 30 settembre e 1°Ottobre 2008 e, pertanto, non si ritiene di poter autorizzare ulteriori occupazioni dell’area in questione”.
In parole povere per voi musulmani il posto per la preghiera c’è, per gli induisti no. Questa l’inaccettabile risposta data dal Comune di Roma alla richiesta di occupazione del suolo pubblico per i festeggiamenti induisti della dea durga, madre di tutte le divinità e dell’umanità intera.
Onorevole Sinsaco, secondo lei sarà peccato sgomberare la dea durga?
Associazione Dhuumcatu




